📚 Historical Archive Notice

This content is from the original TvindAlert.com (2001-2022), preserved for historical and research purposes. Some images or documents may be unavailable.

 

 

Rassegna Lavoro, 21 June 2000

di Davide Orecchio  

Quante volte ci capita di trovare affisso, sui portoni delle nostre case, l'avviso che il tal giorno alla tale ora l'associazione di carit X verr a raccogliere vestiti usati per beneficenza? E chi di noi non aderisce all'appello, riempiendo le sue brave buste di capi dismessi ma forse ancora utili in zone del pianeta indigenti e meno sollecitate dagli stimoli del consumismo? Il pensiero, in quei momenti, che si sta compiendo un piccolo gesto utile, un'offerta borghese a chi se la passa male.

Contrordine: donare vestiti usati non aiuta i paesi del Terzo Mondo ma anzi li danneggia. La maggior parte di questi abiti, infatti, viene rivenduta a prezzi di mercato finendo col sabotare le industrie tessili e in generale l'economia delle nazioni in via di sviluppo. Non c' dubbio: il ragazzino indiano, o iracheno o del Mozambico, preferir sempre acquistare un paio di Nike usate (che noi, imbustandole, ci eravamo illusi di stare donando) piuttosto che un prodotto domestico anche se nuovo. 

Un mercato dell'usato globale, insomma, piuttosto che una rete di beneficenza, ci lega ai nostri cugini di lontane latitudini all'insegna dell'ennesimo bidone tirato dal Primo al Terzo Mondo.

La denuncia viene dalla Federazione internazionale dei sindacati tessili (Itglwf), che dedicher una sessione del suo ottavo congresso (in programma dal 26 al 29 giugno a Norkpping, in Svezia) proprio a questo tema: In che modo i vestiti di seconda mano stanno immiserendo i paesi poveri.

Sotto accusa molte associazioni di carit e volontariato, ma in particolare i progetti di aiuto ai paesi poveri gestiti dal gruppo danese Tvind. La Tvind International School - definita da un giornale olandese una via di mezzo tra Oxfam, Scientology e il marxismo-leninismo - coordina una serie di iniziative a favore del Terzo Mondo (le pi note: Humana People-to-People, Daap, Planet Aid). Tvind recluta volontari, in genere persone giovani, per organizzare questi progetti di cooperazione e sviluppo in particolare in Africa. E' un'organizzazione ormai ramificata in tutto il mondo.

Il problema che Tvind finanzia le proprie iniziative proprio grazie al commercio di vestiti usati in una trentina di paesi poveri. Non c' nessuna carit nel mercato dei vestiti usati, ha dichiarato Neil Kearney, segretario generale dell'Itglwf. E' solo un business a scopo di lucro. 

Il Second Hand Market ormai la voce principale d'importazione in molti paesi in via di sviluppo. E' un commercio che spazza via tutto - ha dichiarato ancora Kearney -, in cui i fornitori ottengono praticamente gratis dei prodotti che poi convertono in profitti altissimi. Incapaci di competere, le industrie tessili locali (spesso perni delle economie in queste nazioni, ndr) stanno andando rapidamente in crisi, licenziando centinaia di migliaia di lavoratori.

I lavoratori e i sindacati - conclude Kearney - non hanno nulla contro la raccolta di vestiti usati a scopo di beneficenza. Tuttavia bisogna fare in modo che tali beni donati ai poveri siano davvero distribuiti gratuitamente. Gli istituti di carit devono smettere di esportare la miseria.

Archive Info

Recovered from:
Wayback snapshot 2008-08-07

Versions found: 1
Content: 3,417 chars
Links: 0